Lavorare sulla cultura della legalità è il primo antidoto che possiamo adottare contro l’invadenza e le insidie della criminalità organizzata. Per questo per noi è particolarmente importante parare ai ragazzi, nell’età della loro formazione, spiegandogli quanto sia importante per loro scegliere da che parte stare. Ieri all’istituto Alberghiero Saffi abbiamo portato nuovamente questo messaggio, in occasione del primo incontro di Mangiarsi le Parole alla presenza dello Chef Filippo Cogliandro.
Un nostro amico, una persona che ha fatto, della sua vita e della sua professione, una testimonianza vivente della lotta contro le mafie. “Dire no alla ‘ndrangheta ha significato conquistare la mia libertà” ha detto ieri alla presentazione Cogliandro. Ecco, questo è il messaggio che ci piace condividere: la criminalità rende schiavi, impoverisce i territori, abbrutisce le persone, frammenta la società, crea in quietudine, semina morte e sofferenze. Scegliere la legalità può talvolta apparire la strada meno semplice, ma è quella che ti garantisce di essere pienamente un cittadino all’interno di una società sana.
Con la nostra Topolino della legalità portiamo in giro questo messaggio. Anche in un territorio apparentemente immune come la Toscana che, invece, sappiamo essere pericolosamente sotto gli appetiti della criminalità organizzata, a partire da quella ‘ndranghetista.
Fondamentale parlare ai ragazzi del Saffi che andranno a lavorare in un comparto, quello del cibo, della ristorazione, dell’accoglienza, che sappiamo essere molto a rischio di intrusioni criminali lungo la filiera produzione, distribuzione, consumo.
Ma è altrettanto fondamentale parlare a tutti coloro che ieri erano presenti. Perché la lotta alle mafie non può essere delegata soltanto alla scuola, alle forze dell’ordine o alla magistratura. È una responsabilità collettiva. La legalità si costruisce anche attraverso la consapevolezza dei cittadini, la capacità di riconoscere i segnali, il rifiuto dell’illegalità e la scelta di non voltarsi dall’altra parte.
